Architettura dell’Informazione: Cos’è, come Analizzarla e Progettarla

architettura informativa
Heimat - Edgar Reitz

Cos’è l’architettura dell’informazione o Information Architecture?

Esistono due tipo di definizioni, una di Wikipedia, più generica ma di vastissima applicazione. L’altra invece leggermente più chiarificante. Vediamole entrambe

  • L’architettura dell’informazione è l’organizzazione logica e semantica dell’informazione all’interno di qualunque spazio informativo complesso, sia fisico sia digitale
  • L’architettura dell’informazione riguarda l’organizzazione e la semplificazione delle informazioni, la progettazione e l’integrazione di spazi o sistemi d’informazione; riguarda la progettazione dei modi con cui le persone possono trovare, comprendere, scambiare e gestire l’informazione. Gli architetti dell’informazione non si limitano a progettare singoli spazi informativi (siti web, software, applicazioni…), ma anche ecosistemi informativi che integrano media e canali eterogenei. (link)

A cosa serve? User experience design e interaction design a servizio

l’architettura informativa è la progettazione dell’organizzazione dei contenuti, ma anche della loro gerarchia informativa. Questo vuol dire che si occupa di far trovare alle persone quello di cui hanno bisogno, quello che cercano e possibilmente nel modo più immediato possibile. E’ un’area fondamentale dell’interaction design e quindi delle interazioni che occorrono tra essere umani e sistemi informativi. E’ fondamentale anche per la UX/UI (user experience e user interface) che si occupano di rendere i sistemi usabili e, ma anche trovabili. E “usare” in qualche modo vuol dire prima di tutto “trovabile” e quindi a che fare con il riuscire a raggiungere un obiettivo che fa capo ad una ricerca. La progettazioni di sistemi digitali non riguarda solo immagini o testi, ma anche significati. Riuscire a far capire quel significato spesso non dipende da quello che c’è scritto, ma da com’è organizzato e da quali relazioni (e nodi per usare un nome dalla network analysis) si stabiliscono tra gli elementi. l’architettura proprio per queste ragioni è invisibile, non si notano chiaramente le relazioni ma le si comprendono e inglobano durante la navigazione.

 Insomma se tutte le strade portano a Roma si capisce che Roma è l’elemento principale.

A cosa si applica?

  • siti web
  • APP
  • Sistemi informativi es. database, dashboard

Perchè è importante e oggi, fondamentale?

oggi vengono prodotti più di 44 Bilioni di GB al giorno di dati (tra testi, immagini, excel, pdf ecc) e si proietta che nel 2025 ne produrremo 436 bilioni al giorno. Questo indica una sovrabbondanza di informazioni, i famosi big data. Ma questi big data presentano delle facce scure della medaglia. Quando ci sono troppe informazioni il nostro cervello non riesce più a capire o scegliere (o processare quelle informazioni). Insomma la nostra RAM non basta. Pensate a quando andate in pizzeria e ci sono 5 pagine di pizze diverse, alla fine finiamo con leggerle tutte e scegliere sempre la solita. Questa dinamica si chiama “paradosso della scelta”: in uno studio è stato dimostrato che se abbiamo troppe informazioni non riusciamo più a scegliere. E oggi che queste informazioni sono giganti la soluzione si trova nell’organizzazione di queste informazioni. Nella suddivisione in gruppi (cluster per noi analisti) e nella prioritizzazione di questi cluster. Non c’è niente di peggio di avere tutti gli elementi necessari per far convertire gli utenti e non saperli usare bene, tanto da rendere complicato il flusso di navigazione.

In questo ultimo anno ho analizzato tantissimo siti per le mie attività e ho notato che questo problema è spesso comune a quasi tutti i sistemi informativi. Per questo motivo l’architettura dell’informazione sta diventato sempre più fondamentale anche per le attività di Conversion Rate Optimization

E qual è la fregatura? che non c’è scelta giusta nell’organizzazione, gli  utenti sono diversi e hanno esigenze diverse e per questo non esistono best practice specifiche ma linee guida. Vanno studiati gli utenti, vanno fatte le analisi. Iniziamo da quello che è noto.

Best practice: principi ed euristiche

Gli 8 principi di Dan Brown – link

  1. Principio degli oggetti: tratta gli elementi come se fosservo divi, come se avesso un ciclo di vita, un comportamento o un atitudine
  2. principio della scelta: crea pagine che offrono contenuti che l’utente può scegliere, non dare troppe possibilità di scelta e mantieni un focus
  3. il principio della divulgazione fai vedere solo le informazioni che aiutano le persone a capire che tip di informazioni troveranno se vanno fino in fondo
  4. principio degli esemplari: fai vedere i  contenuti delle categorie facendo vedere esempi di contenuto
  5. principio delle pagine frontali: assumi che almeno metà del sito verrà visto senza partire dall home page
  6. principio delle classificazioni multiple: offri agli utenti differenti classificazioni chematiche che navigare i contenuti
  7. principio della navigazione focalizzata: non mischiare mele con pere
  8. principio della crescita: assumi che i contenuti che hai oggi sono una frazione dei contenuti che avrai domani

Euristiche di TUG – link

  1. trovabile: in gradi di essere localizzata
  2. accessibile: facile tra approcciare ed entrare
  3. chiara: facilmente percepibile
  4. comunicativa: parlante ed informativa
  5. utile: capace di far raggiungere un risultato
  6. credibile: affidabile
  7. controllabile: si può aggiustare se richiesto
  8. valutabile: importante per gli utenti
  9. piacevole
  10. formativa: si fissa nella mente

information-architecture-heuristics

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come nelle strategia, prima si analizza e poi si progetta!

  1. Analisi Architettura dell’informazione

L’analisi può essere divisa in 3 aree. La comprensione del contesto, lo studio dei contenuti e lo studio degli utenti. Queste sono le variabili fondamentali per l’analisi. Lo scopo è quello di creare un’architettura informativa, una navigazione fluida, il tutto racchiuso in un documento informativo che aiuti a prendere decisioni. Eh si, perchè non esistendo una regola o una best practice le analisi sono evidenze che portiamo sul tavolo e ne discutiamo per stimolare la progettazione, ma sicuramente non possono sostituirla.

A)Analisi del contesto

in questa fase è necessario comprendere gli obiettivi del business e gli obiettivi degli utenti. Spesso quelli del business derivano dalle KPI, per gli utenti invece possiamo analizzare il customer service (si perchè siamo ancora nel mondo che se non trovo qualcosa chiedo al passante, che nel digitale è il customer service) o il funnel per capire in questo step perdo gli utenti. A questo punto è necessario creiare uno scenario d’azione e individuare i cosìdetti “pain point”.

E’ necessari oinoltre studiare la tecnologia e il design del sistema per comprendere i limiti che vorremmo, ma non potremmo superare.

Infine è necessario studiare la cultura aziendale, le esigenze degli stakeholder. perchè tocca il menù di un sito o di un APP e si possono scatenare guerre e gelosie di aree più o meno messe in rilevanza.

b)Analisi sugli utenti

Le analisi sugli utenti sono le più importanti, dato che sono loro le persone da soddisfare ( e convertire). Obiettivi

  • cosa gli serve e perchè (jobs to be done, JBD) o a cosa gli serve
  • comprendono ciò che c ‘ è scritto
  • cosa conoscono già
  • che linguaggio usano
  • da dove partono
  • come riescono a scegliere (filtri e faccette)
  • trovano quello che gli serve
  • che informazioni usano di più
  • come si comportano quando devono esplorare, comparare,conoscere,scoprire cose nuove, rimanere aggiornati

Per raggiungere i nostri obiettivi Esistono molte tecniche di analisi, mi piace sempre dividerle in quantitative e qualitative: la mia regola è usarle sempre insieme

Una volta completate le analisi si crea un documento riassuntivo con le personas, gli scenari, una experience map (tipo un customer journey con le interazioni degli utenti e una digramma che permette di visualizzare i bisogno degli utenti e i contenuti per soddisfarli. vi consiglio di usare Mirò per queste attività.

experience map

C)Analisi dei contenuti

è necessario iniziare con inventario di tutti i contenuti disponibili (pagine, pdf, video ecc) e creare un content audit che analizza

  • livello di interdipendenza
  • etichetta
  • nome
  • URL
  • tipologia
  • update
  • status
  • lunghezza
  • task
  • stagionalità

a questo punto di analizza la categorizzazione esistente e le sue scelte in termini di:

  • tempo e frequenza di aggiornamento: es 2018,2019,2020 ecc
  • ordine alfabetico: A, B C
  • geografia: Italia, francia, germania
  • task: Contattaci, acquista ecc
  • audience: donna , uomo
  • topic: scarpe, profumi
  1. Progettazione dell’architettura dell’informazione

  1. decidere il modello: per prima cosa dobbiamo definire il modello che vogliamo usare. Un modello gerarchico,o un modello per tags, o un modello per hyperlink, un modello per database o un misto di tutti. information architecturo pattern model
  2. decidere naming: etichette e lingua: è necessario creare etichette corrette, di linguaggio parlante e quindi comprensibili ma anche coerenti e consistenti con tutto il sito
  3. decidere il raggruppamento: questa è la fase più delicata perchè non esiste una scelta giusta. in questo caso si possono fare dei brainstorming e sessioni di card sorting per capire le preferenze degli utenti, tenendo conto delle limitazioni studiare nel contesto. dopo questa fase si crea un prototipo (sketch, wireframe, diagramma) e si fa un test per vedere se funziona sottoponendolo a determinati scenari o user testing dove viene registrato il sentiment degli utenti e non solo il raggiungimento di un task. workshop information architecture
  4. definire la navigazione: una volta creato il modello grafico è necessario stabile che tipo di navigazione vogliamo creare. possiamo scegliere tra tante variabili come:
  • a barre orizzontali
  • verticale
  • a L
  • tab a livelli
  • drop down / flyout / giant drop down (si apre a clik o mouse over o mega)
  • a tutta pagina (es scelta lingua)
  • page body (nel body della pagina con deisgna bottoni)
  • link
  • breadcrumbs
  • tag cloud
  • footer
  • filters

Libri

  • le euristiche di TUG – link
  • IA di orelley, il top del top – link

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