Il Ruolo dei Dati nel Mondo Complesso

dato e complessità

Le regole del caos – Alan Rickman

Complessità e il dato

Mescolanza di campi o affinità tra questi, che si traduce in un approccio olistico e sperimentale alla conoscenza, sempre più consolidata dalla tecnologia che velocizza i processi e le osservazioni.

Questo il XXI secolo, dove la scienza supera le Colonne d’ Ercole per provare a gestire il tempo e lo spazio e dove il web forgia generazioni always on. 

Se secondo la Legge di Moore, la potenza di un micro chip raddoppia ogni due anni circa e se nel 2016 esistevano circa 10 miliardi di oggetti connessi a internet e questi rappresentavano solo l’1 per cento della capacità totale del pianeta, significa che le strade verso una interconnettività sempre maggiore sono infinite. 

Il mondo diventa sempre più semanticamente complesso, al punto da sfuggire a ogni tentativo di comprensione o di categorizzazione. 

Nel suo saggio “Il cigno nero”, Nicholas Taleb riflette su quanto l’improbabile governi la nostra vita. 

Il cigno nero è un evento inaspettato che ha un impatto gigantesco (positivo o negativo) e che solo a posteriori può essere interpretato e reso prevedibile; un evento a bassissima probabilità, ma con un grande rischio di danno o fortuna. Si pensi alla bolla dei tulipani scoppiata nell’economia olandese del Seicento, oppure all’11 settembre 2011, o, più attuale, alla pandemia del CoronaVirus. 

Tutti eventi inaspettati, ma con una portata mastodontica di cambiamento non solo a livello strutturale, ma anche e soprattutto in quello della sfera psicologica di chi ne ha subito o vissuto gli effetti. 

Non tutto è governabile, nulla è totalmente pronosticabile, in particolar modo il comportamento umano. 

E questo diventa oggi sempre più rilevante: nell’economia del XX secolo, le strategie di marketing erano disegnate per il consumo di massa, oggi le nicchie proliferano e la produzione e la comunicazione devono rispondere a bisogni ed esigenze di un pubblico che cambia, reagisce, detta regole e si moltiplica in continuazione.

Il consumat-tore di oggi è difficile da localizzare e da studiare; per quanto la tecnologia possa correre più veloce, i suoi bisogni sono molteplici, spesso camaleontici. Non subisce passivamente, ma interpreta e fa sentire la sua voce per cui, paradossalmente, nella società dell’informazione diventa sempre più difficile comunicare e il consumatore diventa imprevedibile.

la probabilità del caos

Nel linguaggio comune, probabilità è un termine che esprime incertezza, ma la si può tuttavia indurre empiricamente attraverso il metodo scientifico con le sensate esperienze e le dimostrazioni necessarie galileiane, ossia per mezzo di una serie di osservazioni eseguite nelle stesse condizioni, verificabili e falsificabili. 

E cosi che studiamo l’Universo ed e cosi che cerchiamo di prevedere ulteriori eventi catastrofici o errori storici. 

La probabilità statistica, recita l’Enciclopedia Treccani, “si addice a tutte le realtà fenomeniche in cui sia possibile ridurre i fatti, per astrazione classificatoria, a replicazioni di un medesimo evento, così da renderli enumerabili e matematizzabili.” 

Nell’Internet dei dati, questo si traduce nel connubio uomo-macchina, nell’aggiornamento costante, dell’abbandono di luoghi comuni e archetipi e verso l’osservazione diretta e costante dei consumatori che si muovono nella nostra società liquida.

La statistica fornisce strumenti di studio e analisi della realtà, aiuta a superare pregiudizi e verità presunte per analizzare dati elementari da cui trarre delle conclusioni nuove, utili e concrete.

Quello statistico è un modello predittivo fondamentale per prendere delle decisioni attraverso ricchi database di eventi e osservazioni. 

Essa rappresenta una summa dei fenomeni del passato, un’analisi di quelli presenti e uno strumento predittivo per quelli futuri, utile anche alla luce del fatto che si, moltissimi eventi naturali hanno una distribuzione di probabilità che segue l’andamento a parabola rappresentato dalla curva di Gauss, ma non tutti. 

L’accettazione del “caso” o dell’improbabile come dinamica statistica aiuta sempre più a prepararsi alla gestione di un un evento a bassissima probabilità; lo stesso “caso”, che per l’economista Porter rappresenta “un insieme di fattori esterni incontrollabili dalle singole aziende che provocano il successo o il decadimento del settore”.

Lo studio costante, i modelli predittivi, la matematica affiancata dallo studio psico-sociale devono essere dei paradigmi e delle aree di sviluppo essenziali per il giusto approccio al marketing dei dati. 

Se il marketing è statistica più complessità psicologica trasformata in metodo, risulta imprescindibile monitorare per prevedere dei cigni neri, minimizzare il rischio o l’errore al fine di riuscire a rispondere adeguatamente alla domanda e agli eventi imprevedibili che possono modificarla repentinamente. 

Nella misura in cui le leggi della matematica riguardano la realtà, non sono certe; e nella misura in cui sono certe, non riguardano la realtà  – A.Einstein

 Autore: Angela Foggia

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