Come Fare Facilitazione Online: Teorie, Strumenti e Regole da seguire

Nemo – Pixar

da diversi anni sono una facilitatrice ovvero aiuto le persone a creare da sole. perchè le persone apprendono meglio (in ambito educativo) e perchè nessuna meglio di loro conosce le soluzioni per il proprio business (in ambito consulenziale).

Sebbene ami la presenza fisica in loco che permette una maggiore efficacia dell’empatia in questa emergenza mi sono trovata a sperimentare efficacemente alcune soluzioni per facilitare i miei workshop di design thinking e della metodologia LEGO® serious play® anche online. il risultato è stato sorprendente. mi sono ritrovata a pensare che per certi aspetti l’online aveva anche dei fattori potenzianti.

IL FLUSSO

esiste un modello molto adatto può essere questo chiamato forum model (approfondimento)

 

ma ne esistono tanti altri. lascio il vero esperto, amico e collega, parlare di questo in ambito accademico. ecco qui un super approfondimento

Following in depth the Chen focus in order to experiment LEGO® Serious Play® online experiences, I use the following experimental scheme adapted from Chen’sollowing roadmap (2000); that it allow me to explore and adapt the available tech tools and methods for a better enjoyment and performance in this format of LEGO® Serious Play® experiences in the online world. – LINK ALL’ARTICOLO SUL FLOW ONLINE DI PERE JUAREZ

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1.OCCUPARSI DEI PARTECIPANTI E PREPARARLI BENE

il numero dei partecipanti: se durante un workshop faccia a faccia l’efficacia massima viene raggiunta con 15 persone (minimo 4, massimo 30 per facilitatore) online l’efficacia si raggiunge in base a diversi fattori:

  • se le persone hanno già fatto workshop e sono già state facilitate potete fare un gruppo unico da 8 persone. servirà un facilitatore più una persona per gli aiuti tecnici (ad esempio a qualcuno non va il microfono e può parlare sono il chat ecc).
  • se le persone non hanno mai fatto un workshop il numero massimo dei partecipanti è 6. si controlla bene la comunicazione e i problemi tecnici.

la preparazione: è importantissimo preparare i partecipanti, più o meno digitali che siano (soprattutto i “meno”). è fondamentale creare delle slide dove vengono inseriti:

  • l’elenco degli strumenti necessari (ad esempio in un workshop con le LEGO® è necessario spiegare prima quanti pezzi e che tipo di pezzi è consigliabile avere. (ad esempio almeno 20 pezzi diversi non si può fare LSP solo con i mattoncini).
  • link agli strumenti di condivisione per effettuare le prove individualmente.
  • le guide per usare gli strumenti (ad esempio spiegare i passi di come scattare una foto e caricarla in un drive)
  • le regole per una comunicazione efficace (come “non interrompersi” ecc)

qui un bell’esempio di come visualizzare i tool tramite mappa mentale.

questi accorgimenti vi aiuteranno a diminuire il rischio di bloccare i workshop a causa di problemi tecnici o di escludere qualche partecipante per lo stesso motivo.

2. CREARE UNA STANZA SICURA, LA NOSTRA COMFORT ZONE

quando si facilita è importantissimo spiegare alle persone che siamo in un luogo amico. che non bisogna aver paura di sbagliare e nessuno verrà giudicato (come le principali regole dei brainstorming). esistono diversi servizi per fare delle conferenze online dove tutti i partecipanti possono vedersi tramite webcam e parlarsi tramite microfono. questi strumenti permettono la possibilità di vedere anche tutti i partecipanti simultaneamente. segnaliamo tra questi:

  • google meet, 4 euro al mese, il migliore a mio parere. non bisogna scaricare nulla e si raggiunge con un link.
  • zoom, 40 minuti gratis altrimenti 14 euro al mese, è necessaria l’iscrizione al servizio per tutti i partecipanti.

in questo step un icebreaker è perfetto.

  • zeemap:è molto carino come icebraker far vedere a tutti dove sono mentre si presentano con questa mappa interattiva

3.MANTENERE LA PARTECIPAZIONE CON LA CONDIVISIONE

è fondamentale avere un luogo dove poter vedere le creazioni dei partecipanti in modo simultaneo. in questo caso gli strumenti google fanno proprio al caso nostro:

  • google slide: è perfetto per i workshop di design thinking che usano sono i tool dei post it. vi permette di creare un foglio di qualsiasi dimensione dove possono accedere tutti i partecipanti. si possono inserire quadrati o cerchi per simulare i post it. il mio consiglio è di creare un foglio per partecipante con già dei post it o dei cerchi (per i note and vote) preimpostati. poi si spiegherà come fare copia ed incolla. è possibile anche caricare foto da PC (se usate i LEGO® si possono mettere li le foto e poi fare dei taglia e cuci per creare la versione condivisa ) O Caricare canvas come sfondo. (è presente anche l’alternativa Mural ma io amo google e la sua facilità di utilizzo)
  • google jamboard: se qualcuno usa il disegno è possibile utilizzare questa lavagna google per disegnare simultaneamente tutti insieme
  • Quizzapp: ti permette di fare quiz interattivi
  • mindmeister: un tool per creare mappe mentali condivise
  • mirò:

4. SEI IN SPERIMENTAZIONE, RACCOGLI FEEDBACK

quando si sperimenta qualcosa è necessario avere l’umiltà di pensare che forse così come l’abbiamo impostata non funziona e potrebbe migliorare. per questo è fondamentale richiederei ai partecipanti un feedback. io uso dei questionari fatti con google form che invio subito dopo il corso insieme ai materiali.

I PRO E I CONTRO DELLA FACILITAZIONE ONLINE

i pro:

  1. la comunicazione è molto più diretta. ci si perde meno in grandi discorsi e si va dritti al punto. ci sono meno distrazioni legate all’ambiente, all’osservazione della postura di quella persona ecc.
  2. permette di fare workshop da diverse parti del mondo, avere delle visioni condivise creando dei team ancora più eterogenei (per nazionalità) senza grandi spese. questo fa raggiungere risultati ancora più belli e ci fa sentire sempre più connessi.

i contro:

  1. la diminuzione del fattore empatico. non è possibile parlare con le persone durante le pause, godersi abbracci e strette di mano che aiutano tutti a rilassarsi di più
  2. la riduzione del tempo e del numero dei partecipanti: è necessario non superare le 2 ore perchè davanti ad un PC le persone si stancano molto più velocemente e diminuire il numero di persone altrimenti la facilitazione diventa impossibile

SE SEI UN FACILITATORE ANCHE TU E STAI SPERIMENTANDO FACCI SAPERE I TUOI TOOL E COSA HAI NOTATO PER CREARE INSIEME UNA CONOSCENZA CONDIVISA E AIUTARCI IN QUESTO MOMENTO! LASCIA UN COMMENTO, TE NE SAREMO GRATI 🙂

se sei un insegnante e hai una classe forse potrà interessarti come sfruttare tutti i tool google per portare la tua scuola online.

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