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CASE #4 Data Strategy: trasformare informazioni in decisioni strategiche

Introduzione

Contesto

PMI, Produzione Macchinari, Modello B2B

Obiettivo

Riuscire a capire che dati guardare per migliorare le strategie in atto (Data strategy) e costruire una reportistica utile in tal senso.

Metodologia

Lego®Serious®Play®, Design Thinking

Analisi effettuate

Data Analysis

Strumenti e tecniche

OKR, Kpi Tree, Data Flow Canvas, Gestalt

Problema

  • Migliorare la capacità di organizzare e analizzare i dati per ottenere insights utili alla data actionability

Gestione soluzione

  • Attivazione servizio rebranding
  • Sviluppo prototipo ad alta fedeltà
  • Creazione Dashboard
  • Definizione e Sviluppo di database di metriche aziendali

Risultato

  • Creazione di un mindset analitico aziendale attraverso cui poter prendere decisioni basate sui dati reali

Racconto

Call to adventure

Poche aziende si pongono la domanda essenziale: quali dati guardare per migliorare le proprie strategie? Spesso ci si perde in reportistiche esistenti che non funzionano e, ancora più raramente, si ammette che il sistema attuale non è efficace. Questo brand, con il reparto business e marketing, ci ha chiesto di riprogettare le dashboard aziendali, costruite originariamente dal team tecnico ma incapaci di parlare il linguaggio del business.

Il nostro obiettivo andava oltre la semplice riprogettazione: volevamo creare una sinergia tra i reparti tecnici e business, superando incomprensioni e frizioni per costruire un processo operativo fluido e una data strategy efficace. La missione? Tradurre i dati in insight utilizzabili e sviluppare strumenti di data actionability capaci di guidare decisioni strategiche.

Supernatural AID

Per raggiungere questi obiettivi, abbiamo organizzato due workshop integrati. Il primo, focalizzato sul business, ha aiutato il team a definire quali informazioni fossero realmente utili. Il secondo, più tecnico, ha valutato la disponibilità, il costo e l’accessibilità dei dati richiesti.

Un elemento chiave è stato il coinvolgimento simultaneo dei referenti tecnici e business in entrambi i workshop. Grazie alle tecniche di facilitazione, abbiamo creato un ambiente collaborativo in cui ogni partecipante ha avuto lo spazio per esprimersi, contribuendo a una comprensione reciproca più profonda. Questo approccio ha ridotto le incomprensioni iniziali e ha allineato gli obiettivi tra i team.

Abbiamo utilizzato strumenti come il Data Flow Canvas e gli OKR per definire obiettivi strategici e tattici, identificando le attività necessarie per raggiungerli. In poche ore, il team ha mappato tutte le metriche e dimensioni chiave, stabilendo una base solida per costruire dashboard che andassero oltre la semplice visualizzazione di numeri.

Abisso e Transformazione

La fase di prototipazione delle dashboard ha rappresentato la prova più impegnativa. Il rischio maggiore era perdere coerenza con gli obiettivi di business, trasformando i dati in grafici scollegati dalla strategia. Per evitare ciò, abbiamo applicato tecniche come il KPI Tree, i principi di Gestalt e le best practice di data visualization.

In questa fase, abbiamo fatto emergere il valore della data actionability, progettando dashboard che non solo visualizzassero i numeri, ma fornissero ai team strumenti pratici per tradurre i dati in azioni. Ad esempio, abbiamo evidenziato i gap nei dati disponibili e creato visualizzazioni che mostrassero il “desiderata,” spingendo il cliente a investire nel miglioramento delle capacità di data capturing.

Superare le frizioni tra i team è stato fondamentale. I workshop facilitati hanno aiutato i tecnici a comprendere le esigenze del business e a proporre soluzioni più autonome e pratiche, mentre il team business ha riconosciuto l’importanza di investire per ottenere le informazioni desiderate.

Sfide e Tentazioni

Il lavoro interdisciplinare ha migliorato la collaborazione tra reparti con obiettivi e linguaggi diversi. La facilitazione ha avuto un ruolo cruciale nel mantenere il focus sugli output, specialmente quando il team business e quello tecnico si trovavano a dover affrontare divergenze.

La principale difficoltà è stata mantenere coerenza tra la strategia definita e la sua traduzione in dashboard operative. Questo ha richiesto un costante richiamo all’importanza degli insight strategici, enfatizzando come ogni metrica visualizzata dovesse essere funzionale a decisioni concrete e misurabili.

Ritorno

Al termine del progetto, abbiamo consegnato tre output principali:
1. Prototipo a media fedeltà, tradotto in mockup approvati dal cliente.
2. Measurement plan, un database completo di metriche e dimensioni aziendali.
3. Tre dashboard operative, sviluppate in Looker Studio, integrate con una roadmap per la fase successiva di data capturing (configurazione piattaforme, GTM, eventi).

Il valore aggiunto è stato dimostrare come le dashboard potessero diventare strumenti di data actionability, capaci di unire le esigenze tecniche (budget per implementare nuovi tool) con quelle di business (decisioni strategiche basate su insight chiari e accessibili).

Crescita

Abbiamo concordato con il cliente un ciclo di revisioni mensili per analizzare i dati e sviluppare azioni migliorative. Questo approccio non solo garantisce un miglioramento continuo, ma diffonde un mindset analitico in tutta l’organizzazione, trasformando i dati in un pilastro della cultura aziendale.

Cosa è andato bene e da mantenere

  • Il brainstorming congiunto tra le due aree aziendali ha migliorato la comprensione reciproca.
  • La progettazione e realizzazione degli output in un mese ha permesso di ottenere risultati tangibili rapidamente.

Cosa è andato male e da migliorare

  • Mantenere il focus sull’output è stato complesso e ha richiesto uno sforzo costante per non deviare dagli obiettivi finali.