Dashboard SEO Perfetta per Analizzare le Performance del Tuo Lavoro

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Il labirinto del fauno – Guillermo del Toro

Come tutte le attività la SEO ha bisogno di essere misurata, sia per controllare lo status, sia per giudicare il miglioramento e la performance delle azioni SEO che abbiamo implementato.

Se non puoi misurarlo non puoi migliorarlo Condividi il Tweet

Oggi esistono molti strumenti per misurare le azioni social come strumenti che ci dicono il punteggio di visibilità, il punteggio di indicizzazione keywords, il numero di back link e cos’ via…Questi strumenti però analizzano solo un pezzo del quadro. Un buon SEO deve valutare si la capacità di esposizione, ma anche la qualità del suo traffico e la propensione alla conversione. In questo caso il miglior strumento (gratuito) è Google Analytics.

Per sapere come usare Google Analytics non sono necessari master o robe strane, ci vuole solo un po di buona volontà…Ci rendiamo conto però che non si può sempre fare tutto, per questo motivo ho deciso di creare una dashboard riassuntiva dei maggiori aspetti SEO da controllare.

Cos’è una dashboard? Su Google Analytics esistono tanti report già compilati, una dashboard però è il riassunto delle metriche che riteniamo fondamentali (KPI), di solito già segmentate e già con il grafico che ci interessa. Dunque è più immediata e più facile da utilizzare.

La dashboard che vedremo oggi si divide in 3 sezioni:

  1. La prima serve a giudicare la visibilità cioè la capacità di attrarre traffico. In termini di web analytics si chiama parte di acquisizione.
  2. La seconda invece vuole giudicare la qualità del traffico e le performance dei contenuti, detta parte di comportamento
  3. La terza parte giudica la performance in termini di conversioni che ovviamente cambiano in base al business (lead, transazioni, iscrizioni alla newsletter ecc)

Vedete che combinando KPI cioè indicatori di performance per le aree di acquisizione – comportamento – conversione abbiamo una visione completa del quadro. Ovviamente ogni area dipende strettamente dall’altra, ad esempio se abbiamo una bassa qualità del traffico potrebbe voler dire che siamo indicizzati con parole di ricerca poco attinenti al target del sito. Oppure il traffico è di qualità e nessuno converte e questo potrebbe voler dire che mancano contenuti guida fondamentali per l’acquisto o magari si dovrebbe rivedere la parte di User Experience.

Come ben sapete la SEO oggi è una materia olistica cioè implica la conoscenza anche di Social, UX, copywrite ecc e non è più ammissibile una visione ristretta. La dashboard ha come obiettivo proprio di aiutarvi a prendere queste decisioni, o meglio, ad accendere il pallino “qualcosa non funziona” per procedere poi con analisi più dettagliate.

 

Come Leggere i Dati?

 

Prima di iniziare a vedere ogni sua parte faccio un piccolo preambolo su come leggere un dato.

  • Un dato è un buon dato se è calato nel contesto cioè ci dice la performance in termini relativi, in questo caso ci dice quanto la SEO è migliore degli altri canali.
  • Un dato per essere usato deve anche essere rappresentato da un grafico corretto che aiuti la sua leggibilità.
  • Infine un dato per essere utile deve essere comparato a livello temporale, cioè quanto è migliorato o peggiorato rispetto al periodo precedente.

 

Ecco un esempio per spiegarci meglio: nel grafico seguente vedete come sappiamo subito che la SEO impatta il 71% del traffico, ha come valore assoluto X ed è migliorata del x% rispetto al periodo precedente. Vogliate scusarmi se per motivi di privacy nascondo i dati assoluti, ma non li ritengo importanti al fine della spiegazione 😉

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Dashboard SEO Template:

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Analisi di Acquisizione: in questa parte come abbiamo detto giudichiamo la visibilità e la capacità di attrarre traffico e quindi giudichiamo il ranking solo in base all’efficacia. In questa parte trovate 4 elementi detti widget, li vediamo uno per uno, partendo dall’alto verso il basso:

  1. In questo grafico trovate la quantità di sessioni (o visite) segmentata per nazione. Questa informazione vi dice, a livello di efficacia, in quale paese siete posizionati meglio e quali paesi invece hanno una carenza di visibilità. In più avete anche una visione di insieme perchè l’obiettivo è sempre uno, convertire, e in questo caso riuscite a sapere ad esempio se c’è una carenza SEO in america e la state compensando con il traffico PPC.
  2. Qui trovate la percentuale di visite derivante da ogni canale e il numero assoluto per giudicare quanto la SEO è migliore rispetto agli altri canali.
  3. Qui trovate il numero assoluto di visite derivanti dall’organico e la percentuale di nuove visite utilissima per giudicare la capacità di attrarre nuovi visitatori
  4. Infine trovate l’elenco di landing page che portano più traffico e quindi meglio indicizzate.

 

Analisi di Comportamento: in questa parte giudichiamo la qualità del traffico, i contenuti, e la performance del codice del sito che impatta sulla navigazione degli utenti. Partiamo sempre dall’alto verso il basso, prima la colonna e poi l’altra

  1. Controlliamo che non ci sia un aumento di caricamento delle pagine tanto potente da far scappare gli utenti.
  2. Controlliamo la performance di qualità in termini relativi: un buon traffico è un traffico che passa molto tempo sul sito ed ha un basso bounce rate. Ovviamente questo non è sempre vero, ci sono casi in cui il tempo sul sito indica che l’utente non riesce a trovare quello che cerca e altri in cui il bounce rate è alto perchè la tipologia di business lo implica(vedi i blog). Dovete quindi utilizzare questi dati come check e approfondire se trovate qualcosa di strano. Nessuno meglio di voi conosce il vostro business.
  3. Trovate i contenuti più letti e più condivisi sui social cioè state guardando quali sono i contenuti che interessano di più i vostri utenti. Inoltre come sapete bene i social sono un fattore di ranking implicito in quanto i social hanno un effetto di visibilità e brand molto elevato.
  4. Controllate la performance di navigazione per device. Sapete bene che un sito deve essere funzionante sia per modbile che desktop ed avere un sito mobile-friendly è fattore di indicizzazione in quanto le analisi manuali dei tecnici di Google vengono fatte da mobile. Qui analizziamo quindi la velocità di caricamento e la propensione ad uscire dal sito.
  5. Controlliamo le macro aree di navigazione. Questo elemento implica che sia creata la variabile di raggruppamento contenuti. Se non l’avete a disposizione utilizzate pure “livello percorso pagina 1 o 2” in base alla struttura del sito.
  6. Qui trovate i contenuti più visti e quali sono i contenuti con % di uscita dal sito più alta. Qui sapete , ad esempio, che va rivista la struttura dell’internal linking per cercare di mantenere l’utente sul sito.

 

Analisi di conversione: in questa parte valutiamo la propensione a convertire sia in quantità che in qualità. Ricordo che le conversioni sono molteplici, per un blog una conversione può essere anche aver visto più di 4 articoli.

  1. Controlliamo il numero assoluto di obiettivi raggiunti e il tasso di conversione cioè la propensione alla conversione, ci dice su quante visite quanti sono disposti a convertire.
  2. Controlliamo il guadagno generato e il valore di una sessione generata da ogni canale. Queste informazioni sono molto utili quando si deve redigere il budget.

 

Potete scaricare la dashboard a questo link, cliccando su importa la dashboard “SEO Complete Analysis – by Marketing Freaks”

Ultima Raccomandazione. Prima di leggere i dati vi consiglio di fare un bel check up al vostro Google Analytics per assicurarvi che i dati presenti siano corretti. link

 

VEDI ANCHE: le migliori KPI SEO, strategiche, tecniche e pratiche

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