Music Marketing: Il Ruolo del Web per i Live Music

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Web marketing nel live music business: AC/DC, Rolling Stones, Bob Dylan, David Gilmour, Bruce Springsteen. I grandi della musica mondiale fanno un sold-out dietro l’altro. Con quali strategie di marketing?

Negli ultimi anni in Italia stiamo assistendo ad un progressivo aumento del business degli spettacoli dal vivo, in particolar modo dei concerti di musica leggera, aumentati considerevolmente sia in numero che per importanza degli artisti di fama internazionale che vengono a suonare nel nostro paese. “Il settore ha avuto una crescita costante negli ultimi tre anni. Nel 2015, ha registrato un fatturato di 690 milioni di euro (+7.8% rispetto all’anno precedente) e una previsione stimata per il 2016 che si attesta a quota 750 milioni, con una nuova crescita dell’8,7%” (fonte L’Espresso )

Il motivo di questo crescente interesse per il mercato dei concerti si può trovare in una serie di fattori concomitanti, che hanno modificato la modalità di produzione, promozione e consumo del prodotto-concerto.

Il ruolo del Web per la musica:

Il primo grande motore del cambiamento risiede nel web, e nelle possibilità che dà ad ognuno di noi di ottenere facilmente l’accesso ad un’ infinita mole di informazioni e a strumenti con cui possiamo ottenere musica gratis, già a partire dagli anni ’90 con il primo Napster e la condivisione di file grazie alla tecnologia P2P, passando per le prime web radio, fino ai più recenti metodi come lo streaming o il cloud, oltre al mondo che si è aperto grazie al binomio musica-smartphone.

Il risultato è che ognuno di noi può potenzialmente ottenere tutta la musica del mondo. Gratis. Che dite cambiano le cose per chi la musica la vende?

Infatti negli ultimi 15 – 20 anni si è assistito  ad un drastico calo delle vendite di musica su supporto fisico in favore del consumo di musica digitale (legale o meno). Ma è anche questo probabilmente uno dei motivi che spiega il boom del business intorno alla musica dal vivo.

A cusa dell’eccesso di offerta, gli artisti hanno capito che non può più bastare un buon prodotto musicale per emergere e fare della musica il proprio mestiere (il sogno di tutti quelli che prendono in mano uno strumento).

Se prima il concerto era uno strumento di promozione dell’album, oggi il paradigma sembra essere invertito: il disco è un punto di partenza per organizzare una serie di eventi in cui vendere esperienze uniche ai fan.

Il caso dei Pink Floyd

In quest’ottica, il maestro secondo me è David Gilmour, storica chitarra dei Pink Floyd. Per il “Rattle that lock tour” è venuto a suonare in Italia in tre location d’eccezione: il Circo massimo di Roma, l’arena di Verona e l’anfiteatro antico di Pompei, per due date in ognuna. La promozione dei concerti è iniziata diversi mesi prima, con dei rumors riguardo possibili concerti nel belpaese, ma senza informazioni certe su luoghi e date (e solo questo aveva provocato migliaia di condivisioni dovute all’attesa trepidante dei fan). Appena sono state annunciate sul suo sito, le date hanno fatto subito il giro del web grazie alle condivisioni di vari soggetti (blog, riviste di settore, quotidiani locali e nazionali e soprattutto condivisioni spontanee dei fan). Il risultato? Biglietti volatilizzati in pochi minuti, con i prezzi che partivano dagli 80 € fino a superare i 400 € su Ticketone (potremmo qui aprire una parentesi sul mondo dei bagarini 2.0, siti che comprano centinaia di biglietti per rivenderli al triplo appena Ticketone annuncia il sold-out, in maniera sorpendendttemente legale ed estremamente fastidiosa).

Anche gli editori, i produttori e tutto il settore in generale stanno rivedendo il loro lavoro in ottica digitale, spingendo gli artisti a costruire una solida presenza sul web e soprattutto sui social media, dove sono presenti per una serie di vantaggi che tutti, dal grande gruppo storico di fama mondiale al piccolo gruppo nato da poco, hanno la possibilità di sfruttare.

I Vantaggi:

Gli artisti infatti utlizzano i canali web per promuoversi in diversi modi ed ottenere vari vantaggi, ad esempio:

  • Far conoscere i loro lavori grazie a piattaforme per la condivisione di file audio (Spotify, Soundcloud) o video (YouTube, Vimeo);
  • Creare una community di fan appassionati, che segue gli artisti su sito, blog e social network e che diffonde spontaneamente i contenuti (che nel caso della musica spesso diventano virali);
  • Ampliare la loro fan base, riuscendo anche a targetizzare il loro pubblico in maniera molto più precisa;
  • Creare coinvolgimento e interazioni sui social tramite iniziative di vario tipo (contest di fotografie dei live, give-away di merchandising legato alla condivisione e molto altro);
  • Misurare più accuratamente l’impatto delle iniziative promozionali (analisi dei dati e delle interazioni);
  • Interagire in tempo reale con i fan durante l’evento (selfie di artisti con il pubblico alle spalle ne abbiamo visti una marea);

 

Gli artisti e gli addetti al settore spingono sempre di più in questa direzione, dato che si sta facendo strada la consapevolezza di quanto questi strumenti siamo importanti e dei risultati che in certi casi possono aiutare a raggiungere. Ci sono già numerosissimi gruppi che si affidano a community manager, social media manager, web strategist, e chi più ne ha più ne metta.

In ottica di promozione dell’evento, la presenza online degli artisti e il coinvogimento dei fan sono dei fattori critici di successo. Chissà quanti biglietti sono stati venduti grazie agli amici di facebook che postano la foto dei biglietti appena comprati, con tanto di stato euforico? E quante volte avete visto sulla bacheca selfie scattati sotto il palco o video di canzoni registrati live con il telefono? (Qui potrmmo aprire una triste parentesi su come ormai vengono vissuti i concerti: a volte capita di pensare che la gente sia più preoccupata di documentare l’evento con post sui vari profili social che di gioire della musica).

Il mercato discografico sembra essere uno di quelli che riescono a sfruttare al meglio i vantaggi del web marketing e soprattutto dei social network, e questo secondo me deriva dal fatto che non si sta vendendo un prodotto (o almeno non solamente), ma soprattutto un’emozione legata ad una forte passione che accumuna tantissime persone. Dite la verità, aprendo Facebook non avete la bacheca con post di gente che condivide canzoni? (La mia è praticamente una grande playlist, visto che seguo un’infinità di pagine e persone appassionate come me alla musica rock).

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, mi raccomando commentate e, se il post vi è piaciuto non siate timidi.. condividete !!    😉

 

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