Video Advertising: Definizione, Strategia e Consigli

 

video advertising

Cosa si intende per Video Advertising?

La Video Advertising è una tecnica di promozione pubblicitaria online per “parole chiave” (keywords) basata su annunci video. Per esempio, Google permette di promuovere i video della community di YouTube attraverso il servizio Google Adwords. L’impostazione di una campagna che riguarda uno specifico video ha come obiettivo quello di massimizzarne l’esposizione su YouTube (ed in generale sul web) a seguito di una ricerca su YouTube (detta YouTube search) o su Google per parole chiave (si parla in questo caso di annuncio di tipo “In-search”). Grazie a questa tecnica, il video tenderà a generare molte visualizzazioni (le cosiddette “views”) che poi, per mezzo della descrizione posta sotto il video, veicolerà traffico su un determinato sito web.

Questa tipologia di advertising nasce dalla necessità di andare incontro ai cambiamenti delle abitudini di consumo degli utenti della rete, a loro volta influenzati dal proliferare delle nuove tecnologie. Tutti noi siamo sempre più collegati al web ed interconnessi l’uno all’altro. Il cliente si è trasformato in pubblico, cioè è passato da essere un individuo che vuole comprare il tuo prodotto ad una persona che vuole ascoltare la tua storia!

 

I 3 cardini per ottenere successo con il Video Advertising sono:

  • trovare le persone giuste: ciò significa che non tutti gli utenti della rete hanno interesse a visualizzare il tuo annuncio video. A chi non è capitato di cercare un video su YouTube e prima che questo parta viene visualizzato uno spot pubblicitario? Ebbene, una delle tecniche più adatte per trovare il pubblico adatto al tuo prodotto/servizio ed ottenere così una scrematura dell’audience risulta essere proprio una pubblicità “skippabile” prima dei video: se l’utente web che la visualizza dimostra  interesse, finirà di guardarla e poi probabilmente ricercherà informazioni più dettagliate in rete, fino ad “atterrare” sul sito aziendale. Al contrario, se non richiama la sua attenzione, l’utente con un semplice click può saltarla e passare al video ricercato su YouTube;
  • raccontare una storia coinvolgente: lo so, non è affatto facile coinvolgere il pubblico, specialmente al giorno d’oggi, dove tutti abbiamo ritmi frenetici, siamo multitasking (beviamo il caffè lavandoci i denti, “pratica” di Fantozziana memoria…) e la soglia di attenzione scende sempre di più, al punto che i primi 3 secondi di visualizzazione sono la discriminante tra successo e fallimento (di visualizzazione). Non siamo più nell’era di Carosello, dove veniva raccontata una vera e propria storiella, che si chiudeva con la risoluzione del problema mediante l’utilizzo del prodotto pubblicizzato. Adesso è fondamentale attirare l’attenzione con le emozioni, creare un sentimento di appartenenza e far sì che l’utente web si immedesimi in quello che vede. Il prodotto, spesso, fa da contorno al racconto e non è l’elemento centrale della narrazione. Esemplificativa è la pubblicità di Google Chrome nella quale un padre crea una casella di posta elettronica per la nascita della figlia e, grazie alle applicazioni e alle features del citato browser invia delle mail alla bambina contenenti filmati, foto, “pensierini”, con lo scopo di darle le credenziali dell’account una volta divenuta maggiorenne. Detto così non rende l’idea…Vedere per credere!
  • instaurare relazioni più forti: in questa fase è necessario lavorare sulle passioni condivise per creare una community solida, interconnessa, collaborativa; in questo modo le relazioni tra la tua azienda e i tuoi utenti/clienti/simpatizzanti cresceranno grazie al riconoscimento generato dal brand e dai contenuti a tema che dovrai pubblicare in rete.

 

Come si attua la strategia di Video Advertising?

Diciamo che ci sono due fasi: la creazione di contenuti e la distribuzione degli stessi.

Iniziamo dalla creazione dei contenuti, i quali devono essere scelti in base al posizionamento e all’identità che vuoi dare al tuo brand. Tuttavia, devi tener conto anche degli interessi e delle passioni del tuo pubblico, poiché ad esso è rivolta la tua attività pubblicitaria.

Sulla base di questi elementi, potrai scegliere tra 3 differenti tipologie di stili narrativi:

 

  • ispirativo: vengono impiegati contenuti coinvolgenti e la narrazione viene utilizzata per entrare in contatto con i clienti;
  • informativo: i contenuti proposti informano i clienti sui valori del tuo brand e sulle caratteristiche dei tuoi prodotti;
  • di intrattenimento: vengono proposti contenuti emozionanti e di tendenza con i quali intrattenere l’audience acquisita e, tramite questa, raggiungere ulteriore pubblico.

 

Quali criteri deve soddisfare un’attività di Video Advertising efficace ed efficiente?

Sono 10 i concetti fondamentali da rispettare, i quali permettono di raggiungere 3 tipi di obiettivo: ottenere spettatori; far felici gli spettatori; far felice il brand.

 

video advertising

La commistione dei 3 obiettivi porta ad un unico, importantissimo “goal”: la fedeltà dei fan.

Tutto questo è attuabile seguendo la cosiddetta Strategia Triple H. No, non è il famosissimo wrestler della WWE (al secolo Paul Levesque), bensì si tratta di 3 tipologie di contenuti, che in inglese vengono raggruppati sotto 3 etichette che, guarda caso, iniziano con la lettera H:

    • Help: appartengono a questa categoria i contenuti che rispondono all’esigenza degli utenti di saper fare determinate attività. Ad esempio, non sai come fare il nodo alla cravatta? Semplice, vai su YouTube ed il gioco è fatto! I contenuti Help possono avere come obiettivo la creazione di una “fan base”, la gestione della reputazione, il riposizionamento del brand;
    • Hub: riguarda contenuti aggregatori di passioni ed interessi, da “somministrare” regolarmente, i quali generano un flusso costante di traffico e di interazioni con e tra gli utenti. Quindi si ottiene la creazione di una “fan base” (utilizzo di video “ad episodi”) e si tende ad influenzare la considerazione sul brand;
    • Hero: sono i contenuti da “pausa caffè”, che hanno finalità di intrattenimento e per questo sono generalmente ad alto impatto visivo. Tali video aumentano l’awareness del brand, generano una “fan base” e permettono di riposizionare il brand agli occhi del pubblico.

 

Veniamo ora alla fase di distribuzione dei contenuti. A questo punto è necessario che i contenuti creati vengano organizzati in base a 3 attività: pianificazione, attivazione e archiviazione.

  • pianificazione: i contenuti devono essere pubblicati sulla base di un calendario editoriale, il quale deve essere sincronizzato con le altre attività di marketing, sia online che offline. Ad esempio, i contenuti Hero vengono rilasciati su tre periodi dell’anno, quelli Hub su quattro periodi e infine quelli Help in modo continuativo su tutto l’arco annuale;
  • attivazione: attività di rilevante importanza strategica che consiste nel promuovere i contenuti giusti nelle adeguate modalità. Gli strumenti che possono essere impiegati sono lo YouTube Masthead (il banner di testa sulla pagina principale di YouTube), la Rete Display di Adwords ed i Video Ads (i video che partono prima dei filmati che l’utente cerca su YouTube);
  • archiviazione: attività necessaria per far sì che i contenuti siano accessibili in ogni momento. Per migliorare la comprensione e quindi l’accessibilità di un canale YouTube si possono realizzare dei “video teasing”, ovvero dei video di benvenuto, i quali hanno la funzione di spiegare la tematica affrontata in quel canale. Un’altra pratica diffusa è quella di realizzare delle playlist definite, cioè sequenze di video tematici distinte.

 

Conoscete altri metodi e consigli per fare attività di Video Advertising? Fateceli conoscere!

VEDI ANCHE:

Come superare l’esame di display advertising di Adwords

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *